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Vivere New York da Central Park

Per gli sportivi e gli amanti della natura una vacanza a New York, a maggior ragione d'estate, non può prescindere da lunghe passeggiate nel suo polmone verde. La location ideale per viverlo al meglio in qualsiasi momento della giornata? Alloggiare all'eco conscious 1 Hotel Central Park 

Il ristorante Jam's
Il ristorante Jam's

Solo un blocco separa lo 1 Hotel Central Park da uno dei luoghi più iconici della città, indelebilmente impresso nell’immaginario collettivo da tantissimi film. La vicinanza al polmone verde della Grande Mela  è enfatizzata da un giardino verticale che copre 3 piani dell'edificio, da 5000 piante all’interno, e più in generale da una filosofia che fa dell’ospitalità sostenibile, della responsabilità ambientale e della conservazione la ragion d’essere del brand 1 Hotels. Una visione portata avanti fin nei minimi dettagli, dai materiali al sistema energetico allo smaltimento dei rifiuti. Così il legno della facciata è stato recuperato da vecchio materiale ferroviario di quercia rossa proveniente dal nord dello Stato di New York, 36000 piante di edera ricoprono l'edificio, producendo ossigeno, assorbendo i gas serra, riducendo la temperatura superficiale in estate e isolandolo in inverno.

Nelle camere sono stati utilizzati quasi 2500 metri quadrati di legno recuperato dai contenitori di lettiera utilizzati nelle strutture di coltivazione dei funghi, scolpito naturalmente dagli enzimi rilasciati durante il loro ciclo di crescita. Le colonne delle camere sono realizzate con travi sbozzate di provenienza locale, recuperate da varie strutture agricole e industriali, tutte le luci sono LED, in cucina si evita qualsiasi spreco di cibo ...  Si potrebbe andare avanti all’infinito, fino ai minimi dettagli, inclusa la pianificazione degli eventi, per cui è stato lanciato il programma Certified Sustainable Gatherings, per organizzare feste, matrimoni, meeting aziendali  minimizzando l’impatto ambientale grazie all'approvvigionamento di materiali sostenibili, alla minimizzazione dei rifiuti di plastica monouso, alla riduzione delle emissioni di carbonio e alla deviazione di almeno il 90% di tutti i rifiuti generati durante il ciclo di vita dell’evento, concentrandosi sul loro riciclaggio e compostaggio.

Il personale è particolarmente gentile, le stanze sono in legno e metallo scuro, con letti ultra soft, tessuti e tappeti in materiali organici, prodotti da bagno green del brand organico inglese Bamford. Nelle docce in pietra bianca c’è una clessidra per ricordare a tutti di non sprecare l’acqua e gli ospiti possono usufruire gratuitamente di classi di yoga e  high intensity interval training, oltre a utilizzare una sala gym aperta 24/7. Il ristorante Jam’s, sotto la guida di uno dei pionieri della cucina californiana, Jonathan Waxman, serve una  semplice, stagionale, gustosa, che utilizza tecniche della cucina francese applicate a ingredienti freschi locali.  Particolarmente gradevole il momento della colazione, quando anche grazie al fuso orario viene voglia di assaggiare di tutto, dalle uova ai pancake, dall’avocado toast alla (fantastica) granola con frutti rossi e yoghurt greco. 

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Una stanza
Una stanza

Da non perdere, a maggior ragione se siete 20/30enni, la terrazza rooftop Harriet’s, nell’altra proprietà del gruppo, 1 Hotel Brooklyn Bridge. Per una vista ultra instagrammabile sul ponte e sullo skyline di Manhattan, fino alla Statua della Libertà. Con DJ set, ottimi cocktail, cibo fusion e personale ultra friendly. 

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La vista su Manhattan dal rooftop di 1 Hotel Brooklyn Bridge
La vista sul ponte di Brooklyn dal rooftop di 1 Hotel Brooklyn Bridge
Un cocktail da Harriet's

Per gli appassionati dello skyline newyorchese, oltre ai grandi classici (il Chrysler e l’Empire State Building), sono da non perdere gli observation decks di The Summit e The Edge. Se il Summit (attaccato a  Grand Central Station)  è più spettacolare, con la sua piattaforma a 427 metri d’altezza, una vertiginosa sala di vetri e specchi, e più accattivante per i bambini coi suoi palloncini argentati (prolungamento pop di un’opera di Yayoi Kusama), The Edge (335 metri), ad Hudson Yards, è la perfetta base di esplorazione per poi percorrere l’High Lane e finire al Meatpacking. E rimane sempre eccitante la salita a Top of the Rock, sulla vetta del grattacielo principale del Rockfeller Center, perchè la minore (ma sempre vertiginosa) altezza, 260 m, è più che compensata dalla vista ravvicinata su Central Park.  

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The Summit @summitov
The Edge @edgenyc
Top of the Rock, al 70° piano del grattacielo del Rockfeller Center

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