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Anwar Hadid

Anwar Hadid (classe 1999) sa cosa vuol dire essere circondato dalle donne più belle del pianeta: infatti è il fratello di Gigi e Bella Hadid, le supermodelle del momento, e fa coppia fissa con Nicola Peltz.
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Foto Guy Lowndes

Styling Danyl Geneciran

Di Paulijn van der Pot

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Completo con giacca monopetto e camicia di cotone Hilfiger Edition

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cappotto doppiopetto e dolcevita di lana Hilfiger Edition

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18 anni, prossimo alla maturità. Il più giovane degli Hadid è già proiettato nell’olimpo degli influencer. Oggi s la, ma sogna in futuro di realizzare la propria collezione personale
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Cappotto doppiopetto e dolcevita di lana Hilfiger Edition

Anwar Hadid (classe 1999) sa cosa vuol dire essere circondato dalle donne più belle del pianeta: infatti è il fratello di Gigi e Bella Hadid, le supermodelle del momento, e fa coppia fissa con Nicola Peltz, l’attrice protagonista di “Transformers”. Quest’anno dà la maturità, ma ha già mosso i primi passi come modello sulle passerelle di Zadig & Voltaire e di Philipp Plein, e nelle campagne pubblicitarie per Hugo Boss e Tommy Hilfiger. Nel frattempo il ragazzo californiano per metà olandese sogna una carriera da stilista.

Hai radici olandesi. Sei mai stato ad Amsterdam?
«Sì, un sacco di volte! Da quando sono nato mia madre (la ex modella olandese Yolanda van den Herik, ndr) mi ha portato in Olanda quasi ogni estate, ho festeggiato il mio primo compleanno da mia nonna a Papendrecht. Per me era sempre una festa passare del tempo con i miei parenti olandesi, andare al parco di divertimenti di Efteling (a Kaatsheuvel) e mangiare poffertjes (dolce tradizionale olandese). L’Olanda è un paese meraviglioso, la sua cultura mi affascina, probabilmente perché per metà sono olandese».

Com’eri da bambino? Quali erano i tuoi passatempi preferiti?
«Ero molto tranquillo. Facevo collezione di minerali ed ero affascinato dal lato magico e mistico della vita. Giocavo anche a calcio e a football americano».

E a scuola com’eri?
«Andare a scuola non mi è mai piaciuto un granché, preferivo occuparmi di cose che succedevano fuori delle aule e che non si trovavano nei libri. Secondo gli insegnanti stavo sempre a guardare fuori dalla finestra. Ma non c’è niente da fare, a scuola si deve andare. Avere un diploma in tasca è importante, e sono contento di fare gli esami di maturità quest’anno».

Tua madre ha partecipato alla serie TV “The Real Housewives of Beverly Hills”. Come lo hai vissuto?
«Fino ai miei dodici anni abbiamo abitato a Santa Barbara e condotto una vita normale, lontana dai riflettori. Le cose sono un po’ cambiate quando ci siamo trasferiti a Malibu e mia madre ha partecipato allo show; però ha sempre evitato che fossi troppo esposto, perché ero ancora piccolo e non mi piaceva essere ripreso. Così non ha avuto un grosso effetto su di me, finché non sono diventato più grande. Lo show ci ha dato notorietà, ma questo ha cambiato poco la vita quotidiana della nostra famiglia».

Che effetto ti ha fatto vedere le tue sorelle diventare le It-girls più ricercate del momento?
«È fantastico vedere tutto il successo che hanno
le mie sorelle, che stanno facendo qualcosa che a loro piace tantissimo. Sono molto fiero di loro e di quanto lavorano, con la loro agenda piena zeppa di impegni. Le ammiro veramente molto».

Andavate d’accordo quando eravate piccoli?
«Gigi, Bella e io siamo stati sempre molto vicini. Siamo cresciuti come tutti i fratelli, con i loro alti
e bassi. Tra di noi siamo molto protettivi e io ho la fortuna di averle non solo come sorelle ma come delle vere e proprie amiche».

E adesso tocca a te. Il tuo esordio come modello è stato travolgente. Come concili le passerelle con la scuola? Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
«Negli ultimi due anni ho studiato a casa, così è più facile conciliare lo studio con il lavoro e le altre attività che mi interessano. Parallelamente mi sono dedicato a disegnare una linea di jeans e una di gioielli. Il mio sogno? Continuare a coltivare le mie capacità di stilista, per poter esprimere in futuro la mia creatività».

Cosa fai per rilassarti?
«Mi piace stare all’aperto, nella natura. Ma mi piace anche andare al cinema e uscire con gli amici».

Se potessi dare una festa e invitare tutti, vivi e persone che non ci sono più, chi metteresti nella lista degli invitati?
«Non sono proprio un festaiolo, però mi piacerebbe tantissimo incontrare Jimi Hendrix e Bruce Lee».

Che musica ti piace ascoltare?
«Al momento ascolto molto J. Cole, A Tribe Called Quest, Bridge e Dave East».

Guardi Netflix? Quali sono le tue serie preferite?
«Vado matto per Netflix, almeno non ti devi sorbire tutte quelle interruzioni pubblicitarie, che sono così irritanti. I programmi che preferisco sono “Hunter x Hunter” e “Magi” (due serie animate, ndr)».

Cosa fai per mantenerti in forma?
«In California si possono fare molti sport all’aperto, e per curare il mio fisico faccio escursioni, nuoto e scio».

Fai coppia con l’attrice Nicola Peltz. Ti infastidisce avere una relazione sotto i riflettori?
«Nicola e io teniamo molto alla nostra privacy. Ci piace cenare a casa, invitare gli amici e guardare film».

Come descriveresti il tuo stile? Quali sono i tuoi stilisti preferiti?
«Apprezzo tutti gli stilisti, perché è un mestiere in cui ci si può esprimere in maniera molto personale; io amo la diversità. Il mio stile è piuttosto casual, ma mi piace dare un tocco esclusivo ai miei look. Credo di avere ereditato la passione per questo mestiere dal mio nonno olandese, Gerard van den Herik, che ha fondato l’azienda Van den Herik Shirtmakers».

Quanto sono importanti per te i social media?
«I social media fanno parte della mia generazione. Io li uso per tenermi in contatto con le persone in tutto il mondo. Sono il luogo dove condivido con gli altri i miei pensieri e le cose che vedo e che faccio».

Non è strano che su Instagram ti seguano 1,4 milioni di persone? Non ti fa sentire ancora più sotto pressione?
«Credo che i social media siano una piattaforma straordinaria, che, se usata bene, ti permette di raggiungere immediatamente un numero enorme di persone. Io cerco sempre di mandare al mondo un messaggio positivo. Così mi auguro di incoraggiare altri a fare lo stesso, con la speranza che in questo modo possiamo tutti insieme creare un mondo migliore, più pacifico».

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