Alfa Romeo 4C: cuore, meccanica ed emozioni
Peso piuma, tecnica da corsa e quotazioni in rialzo per quella che, ad oggi, rimane l’ultima sportiva a due posti secchi del Biscione.
Parlare di auto non full electric o plug-in hybrid, nell’estate 2021, è quasi politically uncorrect. Le Case più virtuose hanno infatti già definito gli step che le porteranno prima a lanciare esclusivamente modelli a zero emissioni e poi a cessare la produzione motori a combustione tradizionale. La transizione, così è stato scritto, dovrebbe completarsi con lo scoccare del prossimo decennio. Ed eccoci qui, di fronte ad una rivoluzione necessaria, sperata ed attesa, che assaporiamo con un po’ di nostalgia un giocattolo già quasi vintage, uno di quelli che, con molta probabilità, non ritorneranno mai più.
L’Alfa Romeo 4C è un oggetto speciale e altamente collezionabile. Il fatto che una vettura di recente produzione — dal 2013 al 2020 — abbia quasi raddoppiato il proprio valore in così poco tempo è un caso più unico che raro ed è proprio questa la peculiarità più distintiva della piccola sportiva del Biscione: rappresenta un unicum nel suo genere, è una gemma preziosa che è stata prodotta in meno di 2.000 unità. Presentata al mondo otto anni or sono, prima online e poi al Salone di Ginevra del 2014, l’Alfa Romeo 4C è stata prodotta negli stabilimenti modenesi di Maserati.
Un abito — realizzato in materiale composito SMC — degno di una supercar vecchia maniera: frontale aggressivo ma non troppo, linee sinuose, prese d’aria laterali, coda corta, fari posteriori tondi, profilo estrattore che sa il fatto suo. A disegnare la 4C ci ha pensato un team di designer supervisionato da Marco Tencone — allora responsabile del Centro Stile Alfa Romeo — e di cui ha fatto parte anche Lorenzo Ramaciotti, coordinatore generale dello stile dei marchi del gruppo Fiat-Chrysler.
Il suo telaio monoscocca in fibra di carbonio — singolo pezzo, senza assemblaggi, brevetto Dallara — pesa solo 65 kg, il resto è tutto alluminio. Una vettura ultraleggera, che ferma l’ago della bilancia sotto la soglia dei 900 kg. Praticamente come una Smart. Al contrario della city car, però, l’Alfa Romeo 4C è spinta da un 4 cilindri turbocompresso montato in posizione centrale e in grado di erogare 240 cavalli — forse anche qualcuno di più — e 335 Nm di coppia. Numeri che garantiscono, in base ai dati forniti dalla Casa, prestazioni di tutto rispetto: oltre 255 km/h di velocità massima e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 4,5 secondi. Le sospensioni sono a triangoli sovrapposti per l'avantreno, mentre per il retrotreno è stata scelta un'evoluzione dello schema McPherson. Il sistema frenante vanta invece quattro dischi autoventilanti con pinze Brembo in alluminio. Quasi una vetturetta da corsa e, molto spesso, il ‘quasi’ può tranquillamente essere omesso.
Si, perché le sospensioni, in realtà, evidenziano un assetto rigido in ogni situazione, anche per chi è già abituato a guidare auto sportive; la capacità di carico dell’unico vano bagagli è pari a 110 litri e questo significa che ci si riesce a malapena ad infilare un trolley. E basta. Il rumore, anche ai regimi più bassi, invade la cabina e appena si chiama in causa il turbo diventa tutto un mix — emozionante — di sibili e sfiati. La 4C sembra “viva” — un pregio, oggigiorno — ma il suo sound coinvolgente, alla lunga, può diventare quasi fastidioso sulle lunghe tratte, specie se si cerca d’intrattenere il proprio passeggero.
Accantonati i pochi difetti — trascurabili o meno che siano, a voi la scelta — si passa agli innumerevoli pregi. Al volante di questa supercar in miniatura, inutile negarlo, il divertimento è assicurato. Senza mezzi termini. La tenuta di strada è incredibile, l’agilità dell’Alfa Romeo 4C sorprende in ogni situazione e per mettere in crisi questo gioiellino bisogna davvero essere dei piloti esperti. Lo sterzo, non assistito, è molto reattivo e preciso: copia ogni irregolarità del manto stradale e a qualunque andatura, quindi va tenuto sempre saldamente con entrambe le mani. In manovra, nei parcheggi, la mancanza di servosterzo irrobustisce polsi ed avambracci. Un vero toccasana. La trasmissione automatica — doppia frizione, sei rapporti — corrobora l’adrenalinica dinamica di guida con passaggi fluidi e precisi; la spaziatura delle marce, forse leggermente lunga sul misto stretto, permette di viaggiare sotto alla soglia dei 10 litri/100 km. Un fulmine che consuma poco: è forse un sogno?
La 4C è forse l'Alfa Romeo più importante per un'intera generazione. Una piccola sportiva dove un motore centrale e un telaio in fibra di carbonio fanno di lei una supercar a tutti gli effetti. Una sintesi dei pay-off più famosi della Casa di Arese: cuore sportivo e meccanica delle emozioni. Una gemma da salvaguardare tra le specie protette, magari in una collezione o, perché no, proprio nel vostro garage. Sempre che ne troviate una in vendita.