Nicole Kidman è al centro dell'attenzione con il suo nuovo film "Babygirl", thriller erotico diretto dall'olandese Halina Reijn - attrice e regista, premio Shooting Stars Award alla Berlinale 2007. Presentato in concorso al Festival di Venezia 2024, il film esplora le complesse dinamiche di potere all'interno di una grande azienda americana. Nicole Kidman è l'interprete d'eccezione di una potente CEO (Romy) che inizia una relazione proibita con il giovane stagista Samuel (interpretato da Harris Dickinson, "Triangle of Sadness"). Accanto alla coppia attorno alla quale ruota la trama del film, nel cast appaiono Antonio Banderas, nei panni del marito della protagonista, mentre Sophie Wilde ne è l'assistente.
La regista Halina Reijn, che ha anche scritto la sceneggiatura del film, ha spiegato come la pellicola sia un’esplorazione della complessità della natura umana. «Abbiamo tutti una piccola scatola nera piena di fantasie proibite che potremmo non confessare mai a nessuno», ha rivelato, sottolineando come queste pulsioni nascoste possano emergere in modi inaspettati. Reijn ha poi aggiunto: «Sono affascinata dalla dualità della natura umana e questo film è un tentativo di far luce, senza giudicare, sulle forze contrapposte che compongono le nostre personalità». Queste parole riflettono il desiderio della regista di indagare temi come la vulnerabilità, l'amore, la vergogna e la rabbia, specialmente dal punto di vista femminile.
Il film - presentato in concorso all'81esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e il 10 settembre al Toronto Film Festival uscito nelle sale cinematografiche il 30 gennaio 2025 - va oltre il semplice topos letterario della relazione proibita, affrontando questioni più profonde legate all'identità e alla psiche umana. Reijn ha evidenziato come i personaggi di Romy e Samuel esplorino e mettano in scena la loro confusione riguardo al potere, al genere, all'età, al concetto di gerarchia e ad un certo istinto animale innato in ognuno di noi.
«Invecchiare significa affrontare l’infinità del tutto. Nella mezza età non possiamo più nasconderci e siamo costrette ad affrontare i nostri demoni; più reprimiamo la nostra ombra, più pericoloso e dirompente può diventare il nostro comportamento», ha dichiarato la regista. Questa riflessione sul processo di invecchiamento e sulla necessità di confrontarsi con le proprie ombre interiori è centrale nel film, che, nonostante i temi tabù, offre un'esplorazione liberatoria e persino curativa delle complessità umane.
Nicole Kidman in Balenciaga Haute Couture e gioielli Harry Winston al Met Gala 2024 (Getty Images)