Catcalling: cos'è e come si ferma
Molestie di strada: quando le violenze verbali diventano un crimine? Quando è punibile il disturbo alle persone? C'entra anche lo stalking?
Ricordate la scena in "Malèna" , il film cult di Giuseppe Tornatore, dove Monica Bellucci passa per strada e le dicono dietro di tutto? Non potrebbe esserci esempio di catcalling più adeguato. Il catcalling è a tutti gli effetti una forma di molestia che, in genere, si verifica in strada ai danni delle donne, consistente nel rivolgere commenti irrispettosi nei confronti della persona offesa. Si tratta di una vera e propria violenza verbale, di cui molte donne, a volte anche incosapevolmente, si ritrovano vittime tutti i giorni.
In inglese, catcalling significa “chiamare il gatto”, ed è un’espressione che si riferisce letteralmente al verso con cui si richiama l’attenzione del felino, ed è per questo che è stato scelto per dare corpo a un "fenomeno" triste e per nulla passeggero. Un retaggio di rituali maschilisti perpetuato nei secoli e al quale le donne non si sono mai ribellate. A difesa gli uomini si giustificano dicendo che sono "atti di cavalleria" ma la realtà è che un complimento ci fa piacere riceverlo, ammesso che sia un complimento e non un semplice "sei figa", da chi conosciamo e non da chi incontriamo per strada, sul tram, al parco. Di primo acchito, si potrebbe pensare che questa condotta sia del tutto innocente: gli uomini cercano di attirare l’attenzione facendo gli spavaldi, facendosi notare. Il punto è che tali apprezzamenti sono recepiti, il più delle volte, come vere e proprie molestie, degradanti per chi li riceve
Si tratta a tutti gli effetti di una forma di bullismo, più che di stalking. In genere lo stalking implica conoscere la persona oggetto di questa altra forma di violenza, che prevede comportamenti persecutori ripetuti e intrusivi, come minacce, pedinamenti, molestie, telefonate o attenzioni indesiderate, tenuti da una persona nei confronti della propria vittima.
Il catcalling è un reato? Può essere perseguito dalla legge? La risposta è no. O meglio nì. Il catcalling, di per sé, non costituisce reato. Non esiste una norma di legge che punisce la cattiva condotta di chi insulta in strada. Se un gruppo di ragazzi fischia dietro a una donna che passeggia in strada, oppure rivolge alla stessa degli apprezzamenti volgari, la vittima non potrà sporgere querela presso le autorità. A meno che l'atto accaduto non comporti molestia o disturbo alle persone, in presenza di testimoni che risultano toccati, indignati e colpiti dalla veemenza della violenza verbale provocata a danni di una sconosciuta. Secondo il Codice penale, chi, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a 516 euro.
In altre parole, il reato di molestia o disturbo alle persone non si basa sull'idea che l'atto commesso vada a ledere la dignità della vittima, quanto a turbare l’ordine pubblico. L’interesse privato individuale diventa una protezione soltanto riflessa. Per ora non ci sono altri modi di tutelarsi, ma ci chiediamo se non sia arrivata l'ora di parlare di protezione individuale più che collettiva.