«Mi sono preso una cotta per loro, per come reinventavano i codici di eleganza dell’epoca ammantandoli di ribellione. Dopo di che ho mediato il tutto con la mia idea di stile», spiega il direttore creativo di N 21 Alessandro Dell’Acqua prima di mandare in pedana una primavera estate 2025 che racchiude in toto il suo DNA.
Le proporzioni sono Sixties, un susseguirsi di cappottini per bene, portati magari a nudo, con giusto un reggiseno al posto del top; di parka - elemento chiave del Mod-look - impreziositi da bottoni gioiello; di mini abiti sbuffanti e arricciati sul collo, quando invece non escono a spalla nuda e voluminosi appena sotto al seno. Ci sono i luccicanti ricami allover di una fantasia floreale a colpi di pagliuzze nei toni dell’oro, dell’argento e del grigio, sdrammatizzata da una lunga sciarpa di maglia a rigoni, accessorio di punta dello show, insieme alle chassures con tacco a spillo e punta sfilata, come nella migliore tradizione retrò. E d’effetto sono le lunghe paillettes rettangolari che ricoprono gonne a tubo, oppure abitini dalla schiena scoperta. Ciò che altrove risulterebbe citazione nostalgica, N 21 lo traspone con nonchalance nel tempo presente ed è questa la sua forza, ciò che lo rende desiderabile di stagione in stagione.