I 100 anni di Chanel N°5
Il profumo più celebre del mondo, firmato da mademoiselle Chanel si proietta nel futuro sostenibile, con un flacone in vetro riciclato di straordinaria brillantezza e trasparenza.
È il granduca Dimitri Pavlovitch, pronipote dell’ultimo zar, a presentare a Coco Chanel Ernest Beaux, profumiere russo trasferitosi a Grasse dopo la rivoluzione. È il 1921, lei gli chiede un “profumo inimitabile”, un “profumo da donna dall’odore di donna”, un profumo “come non è mai stato realizzato prima”. Lui le presenta due serie di campioni, da 1 a 5 e da 20 a 24, lei, con il suo “disgusto sicuro” per le cose già viste, sceglie il quinto, come un segno del destino, perché il 5 è il suo numero feticcio. Il profumo, dice Beaux, è ispirato a un suo viaggio al Circolo Polare Artico,
dal ricordo del sole a mezzanotte e della freschezza esalata dai laghi e dai fiumi ghiacciati. Un profumo costruito con 80 note differenti, astratto, di rottura, per la presenza massiccia delle aldeidi, molecole di sintesi metalliche e floreali, agrumate, pulite, che ricordano il sapone, prima di allora usate solo in quantità minime, anche da audaci innovatori come François Coty e Jacques Guerlain. Dalla creazione sono passati 100 anni, durante i quali Chanel N°5 è rimasto rilevante perché ha sempre mantenuto una sintonia speciale con le donne, generazione dopo generazione, a partire dalle sue ambassador, da Marilyn Monroe a Catherine Deneuve, da Nicole Kidman a Marion Cotillard, ogni volta l’attrice più hip del momento. E per parlare alle nuove generazioni, per essere sempre nello spirito del tempo, si è reinventato in nuove declinazioni, sempre mantenendo una coerenza e uno stile identificabili.
Nato nella concentrazione sontuosa dell’Extrait, viene reimmaginato dallo stesso Beaux come Eau de Toilette, grazie all’accentuazione della sfaccettatura boisé con il sandalo e il vetiver, già nel 1924, quando Mademoiselle si associa a Pierre e Paul Wertheimer, proprietari di Bourgeois, per diffondere il profumo nel mondo intero, facendone così la prima fragranza di lusso distribuita su larga scala. Nell’86 Jacques Polge firma l’Eau de Parfum introducendo la vaniglia, e nel 2008 L’Eau Première, così vicina all’odore della pelle coi suoi muschi bianchi. Nel 2016 è suo figlio Olivier a immaginare L’Eau, privilegiando le aldeidi che ricordano la scorza d’arancia al posto di quelle metalliche, alleggerendo gelsomino e vaniglia, accentuando il cotè verde dell’ylang ylang. Per festeggiare i primi 100 anni di N°5 e rafforzare il suo appeal sull’Insta-generation Chanel ha lanciato quest’estate l’edizione limitata Factory 5, richiudendo in packaging funzionali (la lattina dell’olio, la scatola da tè) i prodotti della linea bagno, in un clin d’oeil all’iconizzazione pop del profumo sancita dalle serigrafie di Andy Warhol. Ora la nuova Holiday collection, un’edizione limitata dell’EdP e de L’Eau, punta sulla sostenibilità, con flaconi in vetro riciclato e un packaging, ricalcato sulla bottiglia, in carta biodegradabile dal touch estremamente sensoriale. Un’innovazione tecnica, il riciclo del vetro senza perderne la brillantezza e la trasparenza, frutto dell’expertise Pochet du Courval, che apre la strada alla progressiva introduzione di flaconi nello stesso materiale per tutte le fragranze della Maison a partire dal 2022.