Il libro "Lettere d'amore di uomini illustri" esiste!
In una scena del film "Sex and the City", Carrie Bradshaw (interpretata da Sarah Jessica Parker), legge al suo fidanzato Mr. Big (Chris Noth), le righe scritte da Beethoven alla sua amata: "Eternamente tuo, eternamente mia, eternamente nostri". Carrie spiega a Mr. Big che il titolo del volume è "Lettere d'amore di uomini illustri".
Uscite dal cinema, le donne sono corse in libreria, ma senza trovare il tanto desiderato libro. Su Amazon era disponibile qualcosa di molto simile: "Lettere d'amore di uomini e donne illustri", che è diventato un best seller. Non si trattava, però, del libro citato da Carrie Bradshow. Il motivo è semplice: quel libro, esisteva solo nella mente degli sceneggiatori di "Sex and the city".
È a questo punto che alla scrittrice Ursula Doyle viene un'idea geniale: scrivere il libro immaginato dagli sceneggiatori di SATC. In un batter d'occhio la donna mette insieme le lettere e produce la collezione. Al libro che partorisce il film eravamo abituati. Al fenomeno inverso no. E così ecco la rabbia tangibile di un Napoleone che alla sua Josephine scriveva: «Non ti amo più, al contrario ti detesto. Tu non ami tuo marito, non gli scrivi neanche sei righe di scarabocchi. Vorrei rovesciarti addosso un milione di baci di fuoco, come sotto l'Equatore». O l'adorazione di Mozart per Costanza: «Prendili ancora in aria, quei 2.999 bacetti e mezzo che ho spedito e che volano in attesa che qualcuno li catturi».
Nel 2008, anno di uscita del libro, la Doyle commenta: «Lo spasimante oggi è più riservato, ha paura di mettere a nudo i sentimenti, uno stile che si sposa bene con lo stile più impersonale e distaccato di email e telefonini. Nel corteggiamento moderno l'ironia ha un posto importante. In queste lettere non ce n'è traccia». Compilare Lettere d'amore di uomini illustri «è stato un piacere», anche se, nell'introduzione, Doyle non risparmia una critica: «Avremmo potuto intitolare questo libro Uomini illustri che parlano di sé, dal 61 ad oggi. Certo ad alcuni di loro avrebbe fatto bene la presenza di una persona amica in grado di spiegare, con garbo, che l'amore, in genere, coinvolge due persone, di non pensare solo a loro stessi».