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Eugenio Canali ci ha lasciato all'età di 91 anni

Il Presidente Onorario dell'azienda menswear Canali fondata nel 1934 è morto all'età di 91 anni. 

Eugenio Canali via @Canali
Eugenio Canali via @Canali

A 91 anni si è spento Eugenio Canali, Presidente Onorario dell'azienda Canali di Triuggio. Nel 1953 insieme ai fratelli Giuseppe e Genesio Canali aveva preso in mano le redini dell'azienda contribuendo a forgiare la visione formale e contemporanea dell'uomo Canali. Sull'account Instagram ufficiale di Canali è apparso il suo ritratto ufficiale con una caption che riportava la notizia:

È a malincuore che annunciamo la scomparsa del nostro Presidente Onorario Eugenio Canali. Salutiamo un padre, un uomo e un imprenditore straordinario. Il profondo impatto sul mondo della moda maschile con il suo instancabile impegno a sostegno del "Made in Italy", sarà ricordato ben oltre i confini dell'azienda che ha saputo trasformare in emblema dell'eccellenza sartoriale italiana in tutto il mondo. La sua leadership visionaria, la sua saggezza e soprattutto la sua etica continueranno ad ispirare la terza generazione al timone dell'azienda e tutti i 1.400 dipendenti che ha sempre considerato parte della grande famiglia Canali. Ci mancherà per sempre, ma non sarà mai dimenticato".

«Sono partito da zero, non conoscevo i dettagli tecnici della lavorazione di impermeabili e abiti e dovevo cercare di imparare velocemente dai sarti» aveva raccontato in una sua intervista sul sito ufficiale di Canali nella sezione Anthology, «Il mio ingresso nell’azienda di famiglia risale al 1953. Per prima cosa cercai di darle uno schema razionale e la prima decisione fu quella di concentrare le nostre forze sulla produzione di un unico capo d’abbigliamento: l’impermeabile. L’impermeabile era un indumento molto diffuso alla fine degli anni Cinquanta; era un capo di uso comune che riparava sia dall’acqua che dal freddo, può essere considerato come l’antenato dell’attuale sportswear. Successivamente, nel gennaio 1970 decidemmo di dedicarci alla produzione di abiti. La Brianza nel 1950 era una delle zone più operose d’Italia, i brianzoli sono sempre stati considerati grandi lavoratori. Nonostante io avessi studiato lontano da quei luoghi, feci fatica a spostare l’azienda altrove, le radici della mia famiglia erano a Triuggio e gran parte della zona ruotava attorno alla nostra produzione. Era interessante vedere i nostri clienti americani venire in Brianza; lavoravamo la domenica e il lunedì, il martedì arrivava il capo a verificare gli ordini e poi andavamo tutti in un ristorante della zona a mangiare i nostri piatti tipici. Alcuni vecchi clienti se lo ricordano ancora adesso, a distanza di cinquant’anni».

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