Manu Riós & Marc Forné on the same CARRER
Il celebrity stylist Marc Forné e l'attore, cantante e modello Manu Ríos raccontano con un'intervista l'universo estetico del loro marchio, Carrer, un daywear facile da indossare.
Gli ingredienti sono: una fruttuosa amicizia, la fama mondiale di entrambi e uno splendido legame con il settore moda. Questa è la ricetta speciale di Carrer - marchio catalano traducibile letteralmente con “strada” - fondato dall’attore star di “Élite” e “Strange Way of Life” Manu Ríos e il suo celebrity stylist e digital entrepreneur Marc Forné, entrambi amatissimi dalla Gen Z con una massivo seguito sui social media. «Non ha la pretesa di essere un marchio rivoluzionario e non presentiamo nulla di folle» raccontano, infatti “Reworked Classic” è il loro slogan che descrive perfettamente la loro visione, perché i modelli che propongono «sono staples aggiornati, funzionali e timeless. Non importa quanto li indossi, se li ritiri fuori dall’armadio a distanza di anni torneranno a funzionare. Per questo non vogliamo dipendere dalle tendenze».
L’OFFICIEL HOMMES ITALIA: Come vi siete conosciuti?
MARC FORNÉ: Casualmente ad una festa nel Nord della Spagna quando lui aveva 16 anni e io MANU RÍOS: Poi nel tempo siamo diventati molto amici, abbiamo cominciato a lavorare insieme quando Marc è diventato il mio stylist. Abbiamo viaggiato tanto insieme, ci capiamo al volo, abbiamo passioni in comune e una confidenza tale che abbiamo pensato di far convergere in Carrer.
LOHI: Com’è lavorare insieme su un marchio co-fondato?
MF: Sfidante, perché anche se condividiamo la motivazione di creare qualcosa in comune, ci sono momenti in cui siamo in disaccordo e stiamo imparando a lavorare in team. Siamo fortunati ad essere affiancati da professionisti che ci aiutano ad allineare le nostre idee. L’approccio al design per noi era un terreno sconosciuto e non avevamo mai creato un marchio prima d’ora.
LOHI: E cosa significa mettere insieme i vostri caratteri?
MR: Abbiamo due personalità molto forti e ben distinte. A volte ci ritroviamo a discutere ma alla fine troviamo sempre un modo per combinare le nostre idee.
MF: Lavorando molto anche per eventi, shooting, sfilate e ora con Carrer non sempre il processo è semplice e lineare.
LOHI: Che cosa avete imparato l’uno dall’altro?
MF: Che esistono più opinioni da ascoltare e accettare per poi avere anche una mentalità più aperta.
MR: Io sono sempre stato affascinato dalla moda, ma Marc lavorando nel settore è riuscito ad educare ancora di più il mio senso estetico. Poi ho imparato molto dalla sua etica lavorativa, lui è molto focalizzato ed è di grande ispirazione.
LOHI: Avete qualche ossessione particolare in termini di stile?
MR: Non saprei, di certo non vogliamo creare né vendere la tendenza. Marc abbiamo delle ossessioni?
MF: Forse sì. Anche se la nostra proposta è easy-to-wear, in qualche modo dobbiamo trovare una certa sensualità in ció che indossiamo. Non slutty ma sexy.
LOHI: State presentando ora la vostra nuova collezione Spring 2024 con la modalità see-now-buy-now.
MF: Abbiamo concepito il marchio prendendo come ispirazione una base che per noi coincide con gli staples - bomber, trench, maglioni, hoodies, T-shirt, cargo pants o joggers - e abbiamo cercato di aggiornarli con dettagli attuali e nuovi tessuti. Siamo interessati a mantenere questo twist con le nostre collezioni e ricerchiamo sempre praticità e unicità.
LOHI: Come funziona il vostro modus operandi?
MF: Partiamo sempre cercando i denominatori comuni dei nostri armadi. Facciamo brainstorming, tante call e meeting con il team, i designer e i laboratori di produzione.
MR: È un processo lungo, la cosa divertente è che a volte qualcuno porta un’idea e cambia l’intera direzione.
LOHI: Siete entrambi dei grandi comunicatori, lavorate molto sulla vostra immagine e per la ricerca fotografica di Carrer. Quanto è importante per voi la comunicazione?
MF: Il nostro marchio è commerciale, proponiamo dei classici ad un prezzo accessibile se lo dovessi paragonare alle altre case di moda, perciò la comunicazione ha un ruolo fondamentale. Cerchiamo di educare una community che sia basata sull’importanza delle immagini, dell’estetica, sfruttando la fotografia d’arte, l’interior design con l’obiettivo di creare riferimenti validi e teletrasportare metaforicamente le persone in luoghi differenti.
MR: È l’identità del nostro brand. Carrer non tratta solamente di capi, ma coinvolge una comunità di artisti e creativi che ci aiutano a sviluppare il nostro immaginario.
LOHI: Parliamo invece di target.
MR: Letteralmente tutti, non vogliamo coinvolgere solamente una fetta di mercato. È chiaro che le persone della nostra età sono più in sintonia con il marchio. Quando abbiamo iniziato il progetto volevamo che tutti potessero essere in grado di indossare i nostri capi, al di là dell’età, del luogo in cui vivi o dello stile di vita che conduci perchè pensiamo che possa fittare sullo stile di tutti. Noi viaggiamo tanto e siamo sempre in luoghi differenti e anche quando andiamo in aeroporto vogliamo avere un buon aspetto ed essere comodi, ecco perchè l’altro slogan è “Moving in a different spaces”.
MF: I nostri papà indossano Carrer, anche mio fratello più piccolo, e se vogliamo anche mio nonno indossava gli stessi capi
MR: Sono recentemente tornato nella mia città natale e ho incontrato mio nonno che indossava la nostra giacca ed è stato bello vedere come la portava.
LOHI: C’è qualcosa di Carrer legato alle vostre origini spagnole?
MF: No, ma quali origini spagnole! Ad essere onesti Manu ha uno stile più americano che spagnolo, probabilmente perché in età adolescenziale era influenzato dall’estetica di Tumblr. Io mi sento più vicino al gusto italiano che a quello spagnolo, ed è un derivato dal periodo in cui ho vissuto a Milano che mi ha affinato nel bene e nel male.
LOHI: Quali sono i vostri stilisti preferiti?
MF: Siamo entrambi due fashion-boy perciò i nostri riferimenti sono Jonathan Anderson, Kim Jones, Helmut Lang e John Galliano.
LOHI: Più volte avete affermato che vorreste estendere Carrer su altre categorie di prodotto. Su che cosa state lavorando?
MR: Al momento stiamo lavorando sui capi, ma ci piace tenere uno spiraglio aperto per proporre in futuro cose differenti. Magari un profumo, accessori, scarpe, borse, e non escluderei l’idea di fondare un magazine con una produzione di contenuti.
"Sarebbe bello vedere con i nostri vestiti Rosalía, Robert De Niro, Pedro Pascal, ma anche Pedro Almodovar" Manu Riós
LOHI: Avete mai pensato di collaborare con qualcuno?
MF: Si, noi siamo agli inizi ma sarebbe bello trovare il partner perfetto per avviare una collaborazione, è una sinergia che generalmente aiuta i marchi emergenti ammesso che vengano intrapresi percorsi corretti.
LOHI: Chi vorreste vedere con addosso i vostri vestiti?
MR: Rosalía, Robert De Niro, Pedro Pascal, ma anche Pedro Almodovar, potremmo essere in grado di gestire anche un look su di lui. Te lo immagineresti?
LOHI: E che feedback avete ricevuto dal settore?
MF: Eravamo molto impauriti all’idea di presentarci con un marchio, perchè nascono marchi nuovi in ogni dove, e ci siamo preparati per due anni prima di presentarlo. Siamo stati sorpresi nel vedere l’apprezzamento degli addetti ai lavori, della stampa e delle persone a cui teniamo.