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Storie di vino al femminile da scoprire in 3 etichette

Nati dai racconti di passione e dalla scoperta del mondo enoico di tre donne, questi vini racchiudono incredibili storie di vita (e sono anche buonissimi).
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La terra crea dipendenza e ti richiama a sé quando ha bisogno che ti prenda cura di lei. Chi si fa rapire dall’amore per il vino lo sa bene, come Alice Gargiullo, che ha lasciato una brillante carriera nel mondo legale per dare vita a un progetto tra i vigneti di Predappio. Per Mathilde Devarenne il vino è una tradizione di famiglia, che fin da piccola sognava di portare avanti nei suoi terreni della regione dello Champagne. Per Marina Girelli, di origini trentine, l’esperienza in vigna ha segnato un viaggio di riscoperta della Sicilia, dove ha creato il primo Spumante Frappato Rosé. Ecco le loro storie, accompagnate da tre etichette uniche nel loro genere.

Alice Gargiullo, Noelia Ricci

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Amore per il territorio e intuito femminile. La passione di Alice Gargiullo parte da Predappio, terra con un’antica storia di viticoltura di qualità e che, grazie al progetto Noelia Ricci, è oggi protagonista della nouvelle vague dei vini emiliani e romagnoli. Il nome è di colei che per prima ha intuito il potenziale dei terreni che circondano la tenuta di Villa Pandolfa, di proprietà di Giuseppe Ricci dal 1941. Noelia, la figlia maggiore, qui pianta Sangiovese e Albana, costruisce la cantina e si trasferisce a Roma, restando sempre legata alla sua Forlì. Grazie al suo accento marcato e all’amore per la convivialità a tavola, trasmette la sua passione alla figlia Paola Piscopo che, nel 2010, rileva la Pandolfa. Così, insieme insieme al figlio Marco Cirese e alla moglie Alice Gargiullo, inizia un progetto di zonazione nella parte più alta della tenuta, eliminando i vitigni internazionali per valorizzare l’identità del territorio, puntando su Trebbiano e Sangiovese. Per Alice, responsabile dello studio legale di una multinazionale, è l’occasione per cambiare vita. “Con il progetto di Noelia Ricci, io e Marco siamo tornati alle radici, con uno sguardo che potesse essere pienamente rappresentativo di noi, grazie a un’identità contemporanea e un’idea di vino vicina al nostro gusto”. Da questo desiderio nasce un immaginario ricco di animali ed elementi naturali, rappresentato dalle illustrazioni recuperate da un archivio di scienze naturali dell’800 e impresse sulle bottiglie di Noelia Ricci. Anche il nome è ricco di significati “Noelia richiama la rinascita e rappresenta il valore che volevamo restituire al territorio e alla famiglia” racconta Alice. “Racchiude quel senso di bellezza e di meraviglia che si ritrova in ogni bottiglia”.

Bro’ Noelia Ricci

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La balena disegnata sull’etichetta di Bro’ racconta l’immaginario felliniano caro ad Alice e Marco. Questo trebbiano coltivato sulle terre de La Pandolfa che guardano l’Adriatico, risente delle influenze del mare e dei terreni calcarei e minerali. La sua bottiglia racchiude un senso di memoria e di legame familiare - dedicata a un sognatore che oggi non c’è più - ed emoziona sin dal primo sorso. Al naso emergono sentori di fiori gialli e ginestra, uniti a piacevoli incursioni agrumate, mentre al palato è morbido e fresco, con aromi floreali persistenti. 

Mathilde Devarenne, Rochet-Bocart

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Mathilde Devarenne è una giovane vigneronne capace di padroneggiare con maestria l’art champenoise. Cresciuta tra le vigne della maison Rochet-Bocart, con oltre sessant’anni di storia, Mathilde ha chiara la sua vocazione fin dall’età di 8 anni. Prendere in mano la produzione di famiglia e attuare una piccola rivoluzione sia in vigna che in cantina. Con una produzione limitata (una parte delle uve viene ancora oggi venduta a prestigiose maison), la giovane donna dello Champagne regala vere chicche dal piglio audace. L’acidità è il carattere distintivo delle sue creazioni che racchiudono l’eccellenza della Premier Cru di Vaudemage, coi suoi terreni consacrati alla varietà bianca. Ma nella proprietà della Deveronne non manca il Pinot Noir, con vigneti del prestigioso Grand Cru di Verzy, da cui nasce un Rosé unico nel suo genere.

Champagne Rochet-Bocart Rosé Brut

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La materializzazione liquida delle due identità della maison Rochet-Bocart è in questo rosé d’assemblage, importato in Italia da Alberto Massucco Champagne. Alla base c’è un 80% di Chardonnay di Vaudemage, a cui viene aggiunto un 20% di Pinot Noir, con una combinazione che a oggi non ha eguali. Il suo colore intenso e pieno racchiude tutta la mineralità dei frutti di bosco e l’espressione olfattiva degli agrumi rossi. All’assaggio è elegante, saporito e non eccessivamente dolce, grazie ai suoi ritorni agrumati. “Il mio Rosé è diverso da tutti gli altri, poiché lascia spazio a un gusto deciso di Pinot Noir” racconta Mathilde del suo Champagne. “Ha un cuore intenso e fruttato e un colore sorprendente. Una volta assaggiato non lo si può dimenticare!”.

Marina Girelli, Santa Tresa

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Il segreto per raggiungere l’eccellenza? Per Marina Girelli è nel saper cogliere le sfide e le opportunità che offre ogni territorio. Imprenditrice di origini trentine vocata al mondo del vino con un’eredità di due generazioni, insieme al fratello Stefano ha fatto della Sicilia la sua seconda patria enologica. Dal 2001, anno in cui acquisisce Santa Tresa e Cortese, due tenute incastonate nel Ragusano, si dedica alla valorizzazione di antiche tecniche in grado di esprimere l’unicità della Sicilia in bottiglia. Con un approccio sostenibile, Marina guida la produzione di due realtà fisicamente molto vicine, ma con terroir estremamente diversi. La terra rossa di Vittoria accoglie infatti vitigni autoctoni di Frappato e Nero d’Avola. Ed è proprio dal Frappato che nasce il Brut Rosé Bio e Vegan, elegante bollicina unica nel suo genere.

Frappato Spumante Rosé Brut Biologico

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Si tratta del primo esempio di Frappato Rosé spumante biologico prodotto in Sicilia ottenuto da spumantizzazione a bassa temperatura in autoclave, in modo da mantenere le note fruttate tipiche del vitigno. Il risultato? Un vino dal colore rosa salmone caratterizzato da un perlage fine e persistente. Al naso è fresco e fruttato coi suoi piacevoli sentori di fragolina di bosco. All’assaggio la sua acidità ne conferma la freschezza e si apre a note agrumate e ulteriori incursioni di frutta. Ideale da sorseggiare per l’aperitivo, si sposa con piatti di pesce e con la mortadella di asino, salume tipico della zona del Ragusano.

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