La fabbica (ligure) di cioccolata
Rinasce Lavoratti 1938, rilevata da quattro amici, tra cui Fabio Fazio, con le ricette di Corrado Assenza. In vendita a Corso Como 10.
È una storia che si preannuncia a lieto fine quella di Lavoratti 1938, la cioccolateria che solo due anni fa stava per chiudere definitivamente. Poi Davide Petrini informa l'amico d'infanzia Fabio Fazio: "Quando eravamo bambini era impossibile pensare a un altrove, noi eravamo a Varazze e l'uovo di Pasqua e il cioccolato era Lavoratti: ricordo ancora il profumo quando si entrava a casa dei nonni, inondava la stanza. E non lo si poteva toccare prima della festa", racconta il giornalista, che nel 2020 ha acquistato l'azienda insieme all'amico e alle rispettive mogli.
Non proprio un investimento. "E senza saperne niente di cioccolato, ma non volevamo che questa piccola realtà scomparisse. A volte, come diceva De Andrè, bisogna andare in direzione 'ostinata e contraria'". Così rinnovano gli impianti e danno il via alla ricerca di materie prime d'eccellenza, come le fave di cacoa dell'Hacienda San José in Ecuador, pluripremiata ma anche attenta a valori quali responsabilità sociale e sostenibilità, cari ai nuovi proprietari. E poi iniziano una collaborazione importante, con Corrado Assenza, per mettere a punto ricette per un cioccolato "nuovo, riconoscibile, con una precisa identità".
Identità che si ritrova anche nell'estetica: "L'abbiamo trattata come una linea editoriale, con le tavolette che sembrano dei piccoli libri e i cioccolatini che - anche se sembra rivoluzionario - sembrano cioccolatini. Senza colori, ma con numeri che identificano il gusto". Con un vezzo: tavolette e praline seguono nelle dimensioni la regola della sezione aurea. Ovvero la perfezione. Tanto da aver conquistato un posto di primo piano tra le specialità di 10 Corso Como.