L'Officiel Art

Surrealismo tra arte e moda: la mostra Man Ray and Fashion al MoMu di Anversa

Una mostra al Momu di Anversa celebra l'incontro tra arte surrealista e moda attraverso le opere di Man Ray 

Man Ray and Fashion, (c) MoMu Antwerp, Photo: Stany Dederen
Man Ray and Fashion, (c) MoMu Antwerp, Photo: Stany Dederen

La mostra “Man Ray and fashion” al MoMu di Anversa, aperta fino al 13 agosto 2023, è un’immersione affascinante nel mondo di Man Ray, in cui la moda e la fotografia si fondono in un’esperienza visiva unica e straordinaria. Questa esposizione offre ai visitatori l’opportunità di esplorare l’intersezione tra l’estetica surreale di Man Ray, i suoi scatti iconici e il suo impatto rivoluzionario nel campo della moda. La mostra dimostra come il surrealismo ha influenzato il fashion design evidenziandone l’intersezione tra moda e arte, e il ruolo di Man Ray come ponte tra i due mondi. Man Ray ha aperto nuove strade nella rappresentazione della moda attraverso le fotografie. Nato Emmanuel Radinski nel 1890 a Philadelphia inizialmente si avvicinò all’arte attraverso la pittura. Fu solo successivamente, durante il periodo trascorso a Parigi negli anni ‘20, che si appassionò alla fotografia. Nella Ville Lumière incontrò i grandi artisti e intellettuali dell’epoca, come Picasso, Duchamp e Dalì che influenzarono profondamente il suo lavoro. Utilizzando tecniche come la sovraesposizione, la doppia esposizione e la fotografia solare, Man Ray riuscì a creare composizioni sorprendenti e spesso enigmatiche. La sua fotografia è stata una vera esplosione di creatività, un modo per liberare l’inconscio e dare forma a mondi alternativi.  Non a caso le sue opere erano spesso cariche di significato simbolico con molte allusioni all’erotismo e all’inconscio. Il MoMu di Anversa celebra il genio di Man Ray con una mostra che abbraccia la sua intera carriera, dagli inizi a Parigi negli anni ‘20 fino alle opere più mature. La selezione comprende una vasta gamma di artwork iconici, oggetti d’arte e abiti. Grazie a quest’ampia panoramica, i visitatori possono comprendere l’evoluzione della sua estetica surreale, le sue sperimentazioni tecniche, lo spirito innovativo che lo ha reso una figura centrale nell’arte del XX secolo.

Come la maggior parte dell’arte e moda belga, il MoMu di Anversa ha un approccio avanguardista e consapevolmente provocatorio alle mostre: “Uno dei ruoli di un museo di arte contemporanea è di spingere il significato del termine ‘fashion’. Le persone hanno bisogno di un luogo dove esplorare cos’è la moda, e che influenza ha su di noi” sottolinea  Kaat Debo, direttore del MoMu.

Man Ray and Fashion, (c) MoMu Antwerp, Photo: Stany Dederen
Man Ray and Fashion, (c) MoMu Antwerp, Photo: Stany Dederen
Man Ray and Fashion, (c) MoMu Antwerp, Photo: Stany Dederen
Man Ray and Fashion, (c) MoMu Antwerp, Photo: Stany Dederen
Obstruction -  Man Ray and Fashion, (c) MoMu Antwerp, Photo: Stany Dederen
L'Énigme d’Isidore Ducasse - Man Ray and Fashion, (c) MoMu Antwerp, Photo: Stany Dederen
Man Ray and Fashion, (c) MoMu Antwerp, Photo: Stany Dederen

IL PERCORSO DELLA MOSTRA

Il percorso della mostra inizia con le prime sculture di Man Ray, esposte nella prima sala della mostra: Obstruction (1920) un ammasso di attaccapanni di legno sospesi, L'Énigme d’Isidore Ducasse (1920), una macchina da cucire avvolta in una coperta con un laccio che evoca le opere Christo and Jeanne-Claude, e Cadeau (1921), un ferro da stiro con 14 unghie sul suo lato inferiore, tutti oggetti di uso comune trasformati assieme all’abbigliamento in qualcosa di imprevedibile e sorprendente. In dialogo con queste opere una scultura creata da Martin Margiela nel 1991, un attaccapanni di filo d’argento la cui ombra crea il contorno di un seno. Man Ray avrebbe sicuramente apprezzato come la mostra mette in risalto non solo la sua passione per i “readymades”, ma anche la sua ossessione per il corpo femminile. Nel 1924, i primi scatti di moda di Man Ray furono pubblicati su Vogue Francia, nonostante ciò confessò di essere più interessato alle modelle che a quello che indossavano. Man Ray agli albori della sua carriera si dedica alla fotografia di importanti designer, artiste e socialites come Peggy Guggenheim, Coco Chanel, Elsa Schiaparelli, Méret Oppenheim (creatrice della ‘furry teacup’), Luisa Casati e Nancy Cunard per Vogue e Harper’s Bazaar. “Man Ray amava le belle donne più di quanto i vestiti che indossavano” dice ridendo il curatore della mostra Romy Cockx.

La mostra pone enfasi sulle enormi personalità di queste donne e sui vestiti da loro indossati e su come abbiano influenzato la moda attuale. Una potente immagine ottenuta tramite la doppia esposizione da Paolo Roversi per Acne Paper vede protagonista Tilda Swinton vestita come Luisa Casati, che imita le espressioni del suo ritratto di Man Ray esposto accanto ai vestiti ispirati a due dei suoi più importanti amori: la fotografa americana Lee Miller e la modella e scrittrice francese Kiki de Montparnasse (Phoebe Philo creò un maglione bianco e rosso per Céline in omaggio alla Miller, John Galliano creò un abito rosa pallido in onore della de Montparnasse)

Successivamente, in una sezione dedicata al corpo femminile, la visione di Man Ray sulle donne diventa un pò più oscura. “Lui era interessato al Marchese de Sade e al sadismo” spiega Cockx. Ispirato dall’ossessione erotica dei manichini dei surrealisti, Man Ray crea delle immagini di essi avvolti strettamente da una corda, e una donna che indossa un paio di collant così da apparire senza braccia o senza gambe. Questa pratica di isolare le parti del corpo femminile ha prodotto una delle più famose e amate immagini di Man Ray: Les Armes (1932), dove una donna guarda in su con un solo occhio le sue ciglia avvolte da un sottile mascara nero.

L’ordine dei lavori esposti è stato pensato per offrire all’osservatore un autentico viaggio nella visione dell’artista. L’allestimento crea un flusso narrativo che permette di immergersi nelle diverse fasi della sua carriera e delle sue sperimentazioni. Si parte dalle prime opere, che mostrano l’influenza del dadaismo e del surrealismo, si passa per i ritratti iconici di celebri personalità del suo tempo e si arriva alle rivoluzionarie immagini che hanno ridefinito il concetto stesso di fotografia di moda. Fondamentale è poi il continuo dialogo creato tra fotografie e capi collocati, un connubio visivo che sottolinea la visione surreale e il talento creativo di Man Ray nel catturare l’essenza della moda attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica.

Man Ray and Fashion, (c) MoMu Antwerp, Photo: Stany Dederen
Man Ray and Fashion, (c) MoMu Antwerp, Photo: Stany Dederen
Man Ray and Fashion, (c) MoMu Antwerp, Photo: Stany Dederen
Man Ray and Fashion, (c) MoMu Antwerp, Photo: Stany Dederen
Man Ray and Fashion, (c) MoMu Antwerp, Photo: Stany Dederen
Man Ray and Fashion, (c) MoMu Antwerp, Photo: Stany Dederen
Man Ray and Fashion, (c) MoMu Antwerp, Photo: Stany Dederen

Tags

Articoli consigliati