Inside The Homes of Artists: il nuovo libro di Tiqui Atencio Demirdjian
Nel suo ultimo libro “Inside The Homes of Artists. For Art’s Sake”, edito da Rizzoli, Tiqui Atencio Demirdjian apre le porte delle case e degli studi degli artisti contemporanei più influenti, da Tracey Emin a Claire Tabouret, per l’obiettivo di Jean-François Jaussaud.
Dopo “Could have, Would have, Should have: Inside the World of the Art Collector”, del 2016, in cui ha intervistato oltre 80 tra i più influenti collezionisti d’arte del mondo che raccontano come hanno iniziato a costruire le loro collezioni e cosa continua a motivarli; e “For Art’s Sake: Inside the Homes of Art Dealers”, del 2020, in cui mostra le case private dei più grandi artisti collezionisti d’arte, Tiqui Atencio Demirdjian continua a far valere le sue conoscenze da insider. Collezionista di arte moderna, contemporanea e di design, fondatrice del Comitato per le acquisizioni latinoamericane della Tate e presidente del Consiglio di amministrazione internazionale del Guggenheim Museum, pubblica il suo nuovo libro con Rizzoli.
“Inside The Homes of Artists. For Art’s Sake” presenta le case e gli atelier degli artisti Francesco Vezzoli, Jean-Michel Othoniel, William Kentridge, Miquel Barceló, Maurizio Cattelan, Julie Mehretu, Johan Creten, Guillermo Kuitca e Cristina Iglesias, Subodh Gupta, Bharti Kher, Jac Leirner, Raqib Shaw, Carlos Garaicoa, Rashid Johnson, Sheree Hovsepian, Bernar Venet, David Rodríguez Caballero, Ernesto Neto, Yan Pei-Ming, Glenn Brown, David Salle e Not Vital.
Da New York a Buenos Aires, passando per Rio, Parigi, Londra, Nuova Delhi e Johannesburg, queste case ospitano collezioni in interni mai visti prima. E chi meglio di Jean-François Jaussaud il cui lavoro appare regolarmente su T magazine e World of Interiors, può aprirne le porte? Il fotografo è un punto di riferimento nel suo campo, avendo avuto modo di incontrare Louise Bourgeois nel suo studio di Brooklyn nel 1994 e aver avuto il suo benestare per fotografare l’atelier e la casa di Chelsea (con il patto che avrebbe distrutto tutte le immagini che non fossero piaciute all’artista). Da allora tornò a casa sua per undici anni, realizzando immagini che sono una rara testimonianza della vita privata di una delle più grandi artiste contemporanee.