Tribute to Robert Mapplethorpe: la collezione di Ludovic De Saint Sernin
Ludovic de Saint Sernin collabora con la Robert Mapplethorpe Foundation unendo il suo romanticismo kinky, alla francese, con l’erotismo newyorkese del fotografo-artista.
Come diceva Robert Mapplethorpe: «La bellezza e il diavolo sono la stessa cosa». Dopo aver collaborato con Raf Simons, Opening Ceremony, Beautiful People, MISBHV e Anthony Vaccarello per la mostra realizzata per Saint Laurent, la Robert Mapplethorpe Foundation si è rivolta a Ludovic de Saint Sernin. «Nella mia fantasia, questa è stata una collaborazione con lui» ha raccontato il designer francese. «Ho immaginato che fosse ancora vivo oggi, e che stessimo creando abiti che avrebbe sentito tanto suoi quanto miei e che avrebbe voluto fotografare».
Una narrazione fotografica che prende vita con la collezione co-ed autunno inverno 2024-25 presentata durante la New York Fashion Week. Fiori grafici che creano contrasti, ispirazioni BDSM e un sfacciato utilizzo della pelle che si struttura sulle silhouette maschili e femminili senza alcuna distinzione di genere.
Una kinkyness oscura newyorkese che si unisce al romanticismo francese del designer. Il fashion show americano, realizzato in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation, creata dallo stesso Mapplethorpe nel 1988, un anno prima della morte, ha voluto raccontare, «lo squallore e il glamour di New York», che da sempre hanno guidato l’opera del fotografo-artista, come sottolinea anche Patricia Morrisroe nella sua biografia. «Una delle prime idee che ho condiviso con la fondazione, quando ci siamo incontrati per la prima volta negli archivi, è stata quella di ricreare su abiti metal mesh e crystal mesh le immagini floreali di Robert, da me preferite», racconta Ludovic de Saint Sernin riferendosi alle opere “Tulip”, (1985), e “Flower”, (1986). «Si tratta probabilmente dei pezzi più artigianali, ambiziosi e meticolosi che io abbia mai prodotto e sono orgoglioso del risultato ottenuto. Sono capi unici e per questo li amo così tanto».