L'O Dossier: i 5 designer francesi futuro del menswear
Sono cinque giovani designer made in France, in comune hanno l’aver creato il loro marchio poco prima del caos degli ultimi due anni. E di averli trascorsi rendendo le loro realtà ancora più forti. Hanno affrontato grosse difficoltà, ma sono stati supportati da aiuti istituzionali e dalla comunità digitale. «Oltre al loro talento creativo, siamo stati colpiti dal loro coraggio», ha spiegato Christelle Cagi Nicolau, responsabile dei marchi emergenti della Fédération de la Haute Couture et de la Mode. «Ma soprattutto dalla capacità di pianificare il futuro». E di diventare giovani funamboli del menswear, in bilico sul filo della creatività.
ANTHONY ALVAREZ @ BLUEMARBLE
All’alba del suo 30esimo compleanno, e con alle spalle quattro anni di attività per il suo marchio Bluemarble, il giovane parigino di origini franco-filippine Anthony Alvarez ha appena vinto l’Andam Prize 2022. Una meritata consacrazione per questo giovane talento che ha fatto della discrezione e dell’entusiasmo la sua carta vincente. Il suo è un percorso atipico rispetto agli altri designer di questo portfolio: ex laureato in economia, con un passato nel mondo della finanza, è cresciuto negli Stati Uniti, che gli hanno lasciato in dote il suo amore per lo sportswear. A 26 anni la svolta: investire tutti i suoi risparmi nel lancio di un marchio di moda maschile. Grazie a piccoli drop, concorsi internazionali, un amore per l’artigianato locale e il supporto della comunità digitale la sua Bluemarble è diventata un cult, tra esplosioni di colori e stampe lisergiche. Nemmeno il lockdown e la pandemia hanno rallentato la sua corsa creativa. Tanto che oggi la maison da lui fondata, e guidata, vanta diversi punti vendita nel mondo e sta studiando l’apertura dei primi pop-up store, oltre al lancio di una linea di sneakers annunciata per l’estate 2023. Senza dimenticare una serie di future collaborazioni an-cora top secret. La scelta del nome? Alvarez si è ispirato a “BlueMarble”, il titolo della prima foto della terra scattata nella sua interezza dallo spazio nel 1972
STEVEN PASSARO
Steven Passaro è un tuttofare, visionario, tecnico e cerebrale: parigino di nascita e appena trentenne, per sua stessa ammissione, ama la complessità e la sua incredibile forza trainante. E tutto ciò traspare nel percorso della sua carriera e nelle sue creazioni. Laureato in design spaziale all’École Duperré, ha completato il suo percorso di studi con un Master in Menswear Fashion Design al London College of Fashion, prima di lanciare il marchio omonimo nell’ottobre del 2019. Una scommessa finanziariamente rischiosa, che supporta anche con collaborazioni freelance per Hermès e Loewe. All’annuncio del primo lockdown si è precipitato a comprare tessuti chiudendosi in casa per due mesi e mezzo e lavorando alla sua prima collezione. La costruzione del capo per Passaro è fondamentale: non disegna nulla che non sappia già come poter realizzare. E il risultato sono collezioni dal design raffinato, ispirate alla sartoria inglese sottilmente rivisitata. Il suo business funziona in pre-order, grazie a piattaforme come ssense.com o al suo sito, stevenpassaro.com, trasformato nella sua finestra sul mondo.
FLORENTIN GLEMAREC & KEVIN NOMPEIX @ EGONLAB
Florentin Glémarec e Kévin Nompeix sono guidati da un desiderio di inclusività che raccontano attraverso la loro grande comunità: la famiglia Egonlab. Quando Florentin (27) e Kévin (29) si sono incontrati nel 2018, desideravano creare un marchio genderless, libero da qualsiasi convenzione. Il primo proviene dall’Ecole du Louvre, il secondo da un master in semiologia dell’immagine e della moda; e il loro metodo di lavoro riflette il loro background. Basi tecniche precise ma uno stile iconoclasta “urban-punk su misura” sono la cifra creativa del brand, che il duo si diverte a ripensare ogni stagione. Vincitori del Prix Bergé dell’Andam Award dello scorso anno, la piccola realtà di Egonlab quest’anno ha raddoppiato il proprio fatturato ed è cresciuta notevolmente, rinforzando il team creativo e aziendale, con le creazione dell’ufficio stampa, la prima sfilata, l'e-shop e quindici nuovi punti vendita multi-marca in tutto il mondo. I tessuti sono italiani, i laboratori europei, e il neonato Egonlab Tech gestisce una comunicazione d’avanguardia, cementata tra Metaverso, NFT e ologrammi.
NAOMI GUNTHER @ GUNTHER
Lo ammette senza titubanze: il lancio del suo marchio, Gunther, è stato un caso fortunato. Fresca dei suoi studi a New York e con una collezione di laurea composta da soli cinque look, Naomi Gunther ha avuto un mentore di eccezione: il rapper Offset ha infatti indossato, pubblicato e taggato una delle sue creazioni durante la fashion-week parigina del gennaio 2019. Grazie anche a questo boost comunicativo la 27enne parigina, diplomata all’Atelier de Sèvres e alla Parsons School, è riuscita a dare il via, e costruire, la sua realtà. Influenzata dallo spirito streetwear americano ha creato un menswear urbano dai volumi oversize ma con un touch sartoriale, gestendo il tutto grazie al meccanismo del pre-order. Un sistema messo in piedi fin dall’inizio della sua avventura, per evitare i costi di sovrapproduzione, gestione delle scorte e dell’invenduto. Sistema che le ha permesso di superare, senza troppe difficoltà, lo stop-and-go degli ultimi due anni. Lavora con materie e tessuti derivanti da stock europei e realizza i suoi capi appoggiandosi a una rete di atelier parigini. Quello che più ama? La personalizzazione, il servizio esclusivo e i pezzi unici.
LOUIS-GABRIEL NOUCHI @ LGN LOUIS GABRIEL NOUCHI
Formatosi a La Cambre e con un passato accanto a Raf Simons, il 34enne parigino Louis-Gabriel Nouchi ha costruito il suo percorso creativo tra la preoccupazione per la perfezione e una sensibilità comunicativa fuori dal comune. Per creare il suo marchio LGN Louis Gabriel Nouchi ha sfoderato rigore e disciplina, incarnando il doppio ruolo di designer e manager. «Per essere un buon datore di lavoro, devi prima essere un buon impiegato», ama ricordare. Nonostante una vocazione alla moda che risale quasi alla culla, si è preso il tempo per studiare e imparare, rimandando più di una volta il momento del grande salto imprenditoriale. Dopo anni di collaborazione con diversi marchi per finanziare i suoi studi, seguiti da concorsi fashion e premi come quello ricevuto al Festival di Hyères nel 2014, ha creato LGN nel 2018 con il sostegno finanziario del gruppo immobiliare Duval, al quale è tuttora legato a doppio filo. Posizionamento di nicchia e progetti in crescita (prima boutique a Parigi, lancio dell’homewear e dell’intimo), Louis-Gabriel Nouchi è la raising star del made in France. «Il mio goal? Raggiungere la vetta mantenendo tutto il più semplice possibile».