Se la meccanica delle emozioni avesse una Manifattura, sarebbe probabilmente Jaeger-LeCoultre. Fra tutte le imprese di ingegneria orologiera viste a Ginevra, quella più strabiliante viene infatti da Le Sentier. E la Hybris Mechanica che definisce la collezione suprema della Maison non va letta come ostentazione o superbia: bensì come orgoglio di conseguimenti unici al mondo. L’ipercomplicato di quest’anno aggrega differenti imprese tecniche, che i maestri orologiai JLC avevano già esibito negli anni scorsi, portando il risultato finale a un livello senza precedenti. Se andiamo indietro nel tempo ricorderemo la meraviglia che suscitò il Gyrotorubillon 1 (ref. 60 64 20) del 2004, con il suo calibro 177 che mostrava dal quadrante un dispositivo tourbillon volante e ad esso aggiungeva calendario perpetuo ed equazione del tempo “marciante”; i conoscitori della musica delle ore, invece, sentiranno ancora l’eco del Master Minute Repeater Antoine LeCoultre che diffondeva una flautata sonorità oltre i 55 decibel. Ma questo nuovo capolavoro è sintesi perfetta di 186 anni di storia orologiera. Il Master Grande Tradition Gyrotourbillon Westminster Perpetuél affina la miniaturizzazione con un tourbillon che pur essendo più compatto dei precedenti, non ha perso in precisione, ma ad esso aggiunge una nota neogotica di straordinaria suggestione. Uno dei ricordi più vividi della mia infanzia è il suono delle campane del Big Ben, che ascoltai con la testa all’insù e un terribile gelato inglese in mano. A Ginevra ho ritrovato la melodia composta da William Crotch propagarsi con purezza cristallina dalla ripetizione minuti Jaeger-LeCoultre, con gong e martelletti a ricreare fedelmente le quattro note scandite dalle quattro campane del carillon della torre di Westminster. Per fornire energia sufficiente a tutte queste micro-magnificenze, l’orologio si serve di un remontoir d’égalité, ovvero una molla secondaria, ricaricata periodicamente da quella principale, che serve come “alimentatore” in grado di garantire una forza costante, proteggendo così l’organo regolatore. Le sublimi soluzioni meccaniche del calibro 184 di cui sopra alle quali si aggiunge un calendario perpetuo che può essere regolato in entrambe le direzioni per la massima praticità d’utilizzo - si vanno a incastonare in una cassa in oro bianco da 43 millimetri di diametro. Gioiello di grazia è infine il quadrante traforato in smalto Gran Feu di un blu profondo, che dall’alto osserva discreto le sinuose evoluzioni del tourbillon volante. (www.jaeger-lecoultre.com)