Se Bulgari ha saputo definire il nuovo millennio dell’orologeria sportiva con l’angolosa effigie dell’Octo, Chanel ha vestito la suprema orologeria classica con l’habitus vellutato della propria consuetudine, che è quintessenza di nobile distinzione. Era il 2016 quando venne presentato il Monsieur de Chanel, primo orologio interamente di Manifattura del marchio francese: un esemplare di Alta Orologeria che al suadente minimalismo delle affissioni e più in generale delle proporzioni, univa una ricercatezza ossessiva per la micromeccanica. Un’esibizione a tal punto pregevole che fece istantaneamente sdilinquire anche i conoscitori più ortodossi. Il Calibre 1 che anima l’orologio è infatti un capolavoro, dove si può riconoscere l’augusta firma di Romain Gauthier. Osservare con la lente il retro del Monsieur gratifica e nutre l’ingegno, delizia lo sguardo. La qualità delle finiture manuali esaltano l’ingegneria orologiera, qui particolarmente evoluta, anche prendendo in esame l’empireo delle Manifatture elvetiche. Il movimento a carica manuale è caratterizzato da ore saltanti istantanee, minuti retrogradi e secondi continui. L’ora viene cioè segnata da un display digitale al 6, mentre i minuti avanzano fino al 60 con una lancetta per poi ripartire da zero.
I due bariletti, che garantiscono tre giorni di riserva di carica, permettono di far scattare il contatore delle ore e la lancetta dei minuti sia in avanti, sia indietro, preservando i meccanismi durante la regolazione. Ma i virtuosismi ingegneristici sono al servizio della bellezza, come di rigore chez Chanel. L’orologio è innanzitutto splendido al polso. Le dimensioni sono perfette (40 millimetri di diametro, 10,4 di spessore) per un classico contemporaneo e l’arco disegnato a 240 gradi delle ore retrograde ha una certa gentilezza di tocco nel custodire il leggendario cognome di Gabrielle Bonheur e la lancetta di riferimento. Anche la finestra digitale non svilisce la pulizia dell’insieme, dandole al contrario un adeguato contrappeso. Ma se l’oro bianco e il platino regalavano al Monsieur un’algida alterigia, l’oro beige ne scalda il cuore. L’abbraccio fra il metallo prezioso e l’opalino avorio del quadrante è avvolgente e il cinturino in alligatore fissa al polso la decisa rassicurazione finale. Una nota finale sul prezzo. I 31.500 euro richiesti, - una cifra decisamente alta -, sono completamente giustificati dall’esclusività di un progetto che non ha eguali nell’Alta Orologeria svizzera e che si candida a divenire un oggetto di culto per gli appassionati autentici e i collezionisti di Haute Horlogerie. Per informazioni, visitare il sito: